venerdì 16 novembre 2012

Tecnica:locale...globale.

bologna 16.11.12

La tecnica: locale... globale.

Oggi si pone il problema della produzione e riproduzione di prodotti naturali,su scala mondiale e locale,in quanto le risorse naturali non sono sufficienti,ne consegue che un ulteriore sviluppo dipende dall'azione della specie umana,razionale e consapevole che il limite è superato,ma non sono più tollerate eccezione come la fissazione patologica dei Giapponesi per il pesce,in quantità spropositata.
L'idea fondamentale per superare i localismi è la definizione tecnica dei limiti globali del Pianeta:ovvero i limiti delle condizioni naturali dentro le quali la specie umana deve sopravvivere e vivere.
Ciò che appare come definita,limitata è la ricchezza,non è più possibile tecnicamente sognare una ricchezza infinita per la specie umana,così come i pirati nascondevano i loro tesori,gli imprenditori nascondono le loro ricchezze nella speranza che tutto si risolverà.
Nulla di più errato.
Non esiste sviluppo su questo pianeta sulla base tecnica della teoria della Relatività Ristretta e Generale,come della Meccanica Quantistica.
Non ci sono illusioni di prestidigitazione che possano assolvere ad una funzione di sviluppo come la scoperta virtuale del Bosone di Higgs che nulla cambia nella conoscenza della realtà naturale della struttura atomica.
Chi gioca con questi effetti di prestigio è irresponsabile.
Ciò mi fa dire che non ci sono scienziati in Italia,tranne qualche eccezione,ciò che prevale tecnicamente è una ideologia della scienza.
L'ideologia definita con aggettivi,come debole e forte per indicare interazioni tecniche specifiche della natura;oppure,come materia oscura o buco nero,termini oggi assurdi  per definire oggetti nella cosmologia dell'universo.
Per arrivare a definire tecniche locali e globali di sviluppo diventa indispensabile che la scienza Fisica si emancipi da concezioni letterali e non tecniche,che superi il fascino delle scoperte scientifiche,dalle quali è ammaliata e sedotta,così come diventa necessario superare i frazionamenti esagerati dei localismi,per trovare anche quello che non esiste;la realtà virtuale,che tale non è.
La falsificazione delle tecniche diventa una strategia opportuna agli accademici di Fisica,che non ha nulla di scientifico,anzi direi proprio l'opposto: perciò diventa necessario che la cultura imponga una riflessione e le regole della scienza,che oggi sono ampiamente diffuse;di cui penso si sia scarsamente consapevoli dal punto di vista razionale.
La chiusura tecnica del dialogo aperto al pubblico preparato della filosofia e della storia,lascia la Fisica chiusa nel proprio castello di tecniche autoreferenti,verso le quali nessuno è in grado di intervenire,perchè incomprensibili nel linguaggio tecnico locale e specifico,verso le quali non esiste un criterio esplicito di comparazione tecnica,che non sia quella da loro stessi codificata.
Penso che i danni della falsificazione tecnica siano notevoli nell'Industria chimica,in quanto manca una definizione precisa e corretta della natura nella sua essenza.
Manca una rappresentazione che sia duale,cosa non prevista e osteggiata dalle due teorie del 900,Relatività e Meccanica Quantistica,in quanto fanno della singolarità,cioè base uno,l'inizio della natura.
La singolarità come tecnica è fine a sè stessa e non riconosce la diversità complementare e supplementare,per cui diventa impossibile definire la singolarità che diventa in tal modo ideologia della scienza tecnica locale.
La tecnica:locale e globale deve essere rivisitata sulla base di una metodologia scientifica chiara ed uguale per tutti,come lo fu per Galileo Galilei e per Newton,come per Hooke e Keplero.
La descrizione della realtà per mezzo delle parole ed i numeri richiede un linguaggio semplice e diretto dove le parole nuove come le tecniche numeriche appaiono chiare e comprensibile agli addetti della Fisica e della cultura scientifica come letterale depositari del sapere.
La Fisica non si isoli pensando di essere al di sopra degli altri perchè le tecniche sono difficili;le tecniche locali e globali sono non solo difficili ma incomprensibili ,che i Fisici si interroghino sulla loro competenza scientifica,secondo il semplice criterio della esatta correttezza della scoperta scientifica come lo fu per Galilei e Keplero.
Oggi gli errori infinitesimali ,aggiustati con le costanti, sono equivalenti agli errori di Tolomeo,che per gli strumenti di allora apparivano piccilissimi o infinitesimi,ma erano sempre errori.
Lavorare male e pensare di fare bene sono due cose diverse,e vorrei sgomberare il campo dalle illusioni che insegnare cose sbagliate non produce un danno alla società.

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